La Corte conclude che gli elementi e le informazioni portati a Sua conoscenza non stabiliscono l’esistenza di alcun legame di sovranità tra il territorio del Sahara Occidentale e il Regno del Marocco

Corte Internazionale di Giustizia

L'Aia, 16 ottobre 1975

lunedì 21 luglio 2008

Oujda: il ghetto occulto


Oujda è una fermata d'obbligo per i migranti subsahariani che vogliono raggiungere la Spagna. La maggioranza risiede nel campus dell'università, dove il rettore ha proibito l'accesso alla polizia marocchina. Senza cibo, acqua né mezzi di igiene, aspettano lì un'opportunità per saltare a Melilla.

Questo è quanto si leggeva oggi nel settimanale spagnolo Interviú e che forse ci dovrebbe far riflettere riguardo la situazione di ricatto che vive l'intera popolazione del regime Makhzeniano, come vediamo, senza esclusioni.

“Siete giornalisti? Spagnoli? Vi devo chiedere di accompagnarmi". L'interlocutore era il decano della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Oujda, Mehuimi Mohamed. Alle sue spalle, vari agenti della polizia politica marocchina davano carattere di arresto alle sue parole. La rete di spie nel ghetto di Oujda ha denunciato la presenza di due giornalisti spagnoli tra gli immigranti nascosti nell'università. Da mesi, il rettore dell'Università di Oujda sistema gli immigranti nel loro viaggio verso la Spagna. Nelle installazioni pubbliche aspettano l’opportunità per attraversare in barca o tentare il salto allo steccato di Melilla. Il decano ha proibito l'accesso della polizia al campus per questioni umanitarie. Il recinto era popolato per più di 200 subsahariani. È il gran segreto del Marocco nelle sue conversazioni con la Spagna. Gli immigranti si nascondono a scarsa distanza dal palazzo dove José Luis Rodríguez Zapatero si riunì due settimane fa col monarca Mohamed VI per rinforzare lacci di cooperazione. La volontà del Marocco di occultare quello che lì succede si è tradotto per i due giornalisti spagnoli in più di sei ore di arresto ed interrogatori e la pretesa di eliminare tutte le prove grafiche del reportage che furono recuperate posteriormente grazie all'informatica.

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mercoledì 16 luglio 2008

Soldi italiani per i sahrawi

Algeri, 15 lug. (Apcom) - L'Italia ha donato un milione di euro in aiuti ai rifugiati del popolo sahrawi che vivono in Algeria. Il contributo risponde a un appello rivolto a giugno ai paesi donatori dal Programma alimentare mondiale (Pam), ha annunciato l'Ambasciata italiana ad Algeri in un comunicato.

Il Pam, che da anni si occupa dei rifugiati sahrawi, ha lanciato l'appello ai donatori internazionali per rafforzare gli aiuti ed evitare i rischi di una penuria nei campi di Tindouf, nell'estremo sud-ovest algerino. Fonti della Farnesina hanno precisato che si tratta di un aiuto "a carattere umanitario", che il ministero versa di norma quasi ogni anno.

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lunedì 7 luglio 2008

Ifni, l'inferno.

Una delle donne torturate selvaggiamente dalla polizia marocchina a Ifni [Reuters]

Se da una parte i movimenti italiani di appoggio al sahrawi ci congratuliamo dal supporto che alcune delle nostre autorità locali offrono ad un popolo che soffre da 33 anni l'esilio più infame, dall'altra dobbiamo rammentare la nula copertura di altri tragici eventi --come gli accaduti un mese fa a Sidi Ifni, Morocco-- da parte dei nostri media.

Triste è notare che, al contrario di Le Monde, El País, ecc. Il Corriere, La Repubblica e La Stampa non si sono accorti di nulla.

Ci sono informazioni allarmanti riguardo l'attuazione della polizia durante la manifestazione che un migliaio di disoccupati di questa cittadina di 20.000 abitanti del sud del Marocco hanno indetto 30 giorni fa.

Il direttore di Al Jazeera a Rabat, Hassan Rachidi, ha visto annullato l'accreditamento di stampa per il suo canale, e si trova adesso sotto processo per aver detto quanto non si poteva dire: ci sono stati più morti, diverse donne hanno riportato episodi di violenze sessuali, e le solite detenzioni arbitrarie si sono saldate con centinaia di denunce di tortura. Sarà un segno che 50 avvocati si siano mossi per diffendere Rachidi dal regime Makhzeinano a titolo volontario?

La nostra stampa era come al solito troppo impegnata nella morbosa --e forse redditizia-- cronaca come per buttare un occhio sul mondo (fatto salvo Lloret de Mar e l'Eurocopa).

Per rimanere a casa non possiamo che notare che l'ultimo riferimento dal giornale torinese al regno incantato non si faceva eco del clima di repressione che Amnesty, OMCT, ed altre prestigiose organizzazioni internazionali denunciano proprio in questi giorni. Ecco cosa scrivevano (o semplicemente traducevano) gli omini di Giulio Anselmi in questo periodo. Sommersi tra tonno e buchi di golf si sono persi questo. Se non fosse da piangere ci verrebbe da ridere.

Nel nostro piccolo invieremo questo link alle redazioni per ricordargli il loro dovere.

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domenica 6 luglio 2008

La libertà è essere felici

Sabbar, desaparecido per 10 anni, arrestato e torturato più volte, è appena uscito, dopo 2 anni, dalla tristemente celebre carcere nera di El Aaiún.

La liberazione di Brahim Sabbar raccontata da Marco Belloni per PeaceReporter

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OMCT denuncia repressione contro i sahrawi che difendono i Diritti umani

L'Organizzazione Mondiale Contro la Tortura (OMCT) ha criticato nell'ultima relazione annuale la repressione sistematica perpetrata dalle autorità marocchine sui sostenitori sahrawi che difendono i Diritti umani nei territori occupati del Sahara Occidentale.

L'OMCT ha segnalato in questa relazione che continua "l'uso della forza contro gli attivisti sahrawi nel Sahara Occidentale", sottolineando che "la maggior parte di questi attivisti sono stati oggetto di detenzioni arbitrarie."
La relazione annuale --elaborata dall'Osservatorio per la protezione dei sahrawi che difendono i Diritti umani nel Sahara Occidentale, la Federazione Internazionale dei Diritti umani e la OMCT-- ha indicato che le forze marocchine reprimono brutalmente le manifestazioni pacifiche e le concentrazioni di sahrawi che difendono i Diritti umani nei territori occupati del Sahara Occidentale.

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sabato 28 giugno 2008

Consiglio regionale lombardo, sì a risoluzione sostegno popolo saharawi

La Repubblica: Approvata dal consiglio regionale una risoluzione presentata dal capogruppo Sveva Dalmasso (Per la Lombardia) a sostegno del popolo Saharawi. Il documento invita la Giunta lombarda ad appoggiare e promuovere campagne informative sulla situazione del Sahara Occidentale e prevedere interventi a favore del popolo Saharawi, contribuendo, "nei limiti delle proprie competenze costituzionali in tema di relazioni internazionali, a che il problema del popolo Sahrawi trovi soluzione nel rispetto delle risoluzioni adottate in sede Onu".

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mercoledì 25 giugno 2008

REPRESSIONE IN MAROCCO

Il prossimo 30 giugno, giornata di lutto nella città di Sidi Ifni (Marocco).

I cittadini di Sidi Ifni hanno indetto per il prossimo lunedì una giornata di lutto nella città , in segno di solidarietà con le vittime di un intervento brutale delle forze di sicurezza marocchine inviate al posto per disperdere un sit-in pacifico organizzato a inizio giugno. L’episodio si è saldato con 8 morti, decine di feriti e più di 140 persone arrestate, indicano fonti di questa città.

Questo annuncio si produce più di 3 settimane dopo questi avvenimenti nei quali parteciparono migliaia di abitanti della città di Sidi Ifni che hanno ascoltato l'appello delle forze politiche e sindacali di percorrere le strade della città per chiedere il miglioramento della sua situazione socioeconomica.

La città di Sidi Ifni si trova letteralmente sotto assedio dal principio di questo mese, visto che le autorità marocchine mantengono un sequestro mediatico e militare, "col fine di mantenere la città isolata dal mondo esterno", si dispiacevano le stesse fonti.

Le forze di sicurezza marocchine che dominano la città hanno proibito alla stampa, specialmente alla televisione marocchina, di entrare per informare all'opinione pubblica marocchina ed internazionale sulla realtà di quanto accadeva in questa città del sud del Marocco.

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